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La Storia
Santa Teresa di
Gallura è il lembo
di Sardegna più
prossimo alla
Corsica,
isole minori a
parte. Ai romani non
sfuggì questo
approdo così
strategico, situato
ad una esigua
distanza dalla
Corsica, già colonia
dell'Impero. In
principio furono
fondati due porti,
Porto Longone e
Tibula.
Il primo nacque nei
pressi dell'attuale
centro abitato di
Santa Teresa; il
secondo sorgeva nel
lato sud di
Capo Testa.
Alla dominazione
aragonese appartiene
invece la
Torre di Longosardo,
costruita per
scongiurare la piaga
dei pirati. Fin'oltre
l'unità d'Italia, la
Gallura fu terra di
avventurieri,
contrabbandieri e
banditi. La mancanza
di insediamenti
umani sulla
costa facilitava
inoltre il
contrabbando:
proprio per opporsi
a tutto ciò venne
favorita la nascita
di Santa Teresa, sul
progetto pianificato
dall'ufficiale
Piementose Pietro
Magnon agli inizi
dell'800 e disegnato
dal Re in persona.
Superati i
conflitti mondiali,
Santa Teresa,
insieme alla
Costa Smeralda,
Palau e
La Maddalena,
divenne uno dei
centri mediterranei
del turismo d'elite.
A cent'anni dalla
sua ideazione, il
progetto di
Vittorio Emanuele I°
si realizzò.
Il Centro Storico
I quartieri
originari sono tutti
compresi tra
l'attuale Piazza
Vittorio Emanuele e
la Piazza San
Vittorio. Tra gli
abitanti di Santa
Teresa e del
circondario
sopravvive il nome
antico del borgo,
difatti la cittadina
viene familiarmente
chiamata "Lungoni".
Il nome attuale del
Paese fu imposto dal
Re, in onore della
moglie Maria Teresa.
Nel palazzo
Comunale, in Piazza
Villamarina, si può
ammirare una copia
del progetto
originario del Paese
disegnato da
Vittorio Emanuele. A
nord della Chiesa di
San Vittorio e sulla
sinistra della torre
di Longosardo, si
trova la bella
spiaggia di Rena
Bianca, il piccolo
scoglio sulla
sinistra
dell'arenile è
l'isola Monica (o
municca).
Il punto di
riferimento
cittadino è
attualmente la
Piazza Vittorio
Emanuele,
sulla quale sorge
inoltre l'Azienda
Autonoma di
Soggiorno, l'ente di
promozione e
informazione
turistica. In
Piazza San Vittorio
sorge la Chiesa
omonima (XIX sec.),
nella quale si può
visitare anche il
Museo della
Fondazione, in cui è
narrata la storia
del Santuario.
Anche
l'imponente Torre di Longosardo è aperta
al pubblico, dalla
sua terrazza sono
perfettamente
visibili le candide
scogliere della
Corsica. Per lunghi anni
il porto è stato
utilizzato solo come
appoggio per i
pescherecci, dal
1925 però lo scalo
aprì rotte verso al
penisola italiana e
verso la Corsica.
Proprio nella rada
di Longosardo è
sorto il "Porto",
una moderna
struttura con bar,
ristoranti ed ed
esercizi
commerciali.
I dintorni e le
spiagge
Uscendo da Piazza
San Vittorio lungo
via La Marmora, si
trova sulla destra
il viale Tibula.
Seguendo questa
strada si trovano
diversi cartelli che
indicano una serie
di percorsi natura.
Dopo una breve
discesa, s'incontra
sulla sinistra uno
svincolo per la
frazione di
Santa Reparata,
dove sorge la
spiaggia "La
Colba".
Svoltando nella via
Orsa Maggiore e poi
ancora a sinistra
lungo la via delle
Costellazioni, si
arriva
all'importante
insediamento
nuragico di
Lu Brandali.
Ritornando sulla
strada principale,
ci si inoltra nella
penisola di Capo
Testa. Attraversando
lo stretto istmo si
passa in mezzo a due
spiagge: sulla
sinistra si trova il
lido Rena di Ponente
o della Taltana;
sulla destra,
all'interno della
Baia di Santa
Reparata, si stende
la lunga spiaggia
Capucciolu.
Alla fine della
strada un cancello
segna l'ingresso per
il faro di
Capo Testa,
dove non è
consentito
l'accesso. La
piccola insenatura
sulla destra è la
splendida
Cala Spinosa.
Lasciando l'auto
nel parcheggio si
percorre la strada a
ritroso, trovando
sulla destra un vano
tra due rocce di
granito ed una
scritta in vernice
rossa che indica
La Valle della Luna.
Un tempo questa gola
era conosciuta come
la Valle di Cala
Grande, ma nel
decennio a cavallo
tra gli anni '70 e
'80, divenne una
delle mete
predilette dei figli
dei fiori di tutta
Europa, i quali
coniarono il nuovo
nome.
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